La Sicilia è stata l’inconscio della storia italiana. Il suo incubo. Una peste siciliana si è diffusa nel pianeta, contagiandolo. Oggi l’epidemia è di nuovo in cammino, da Milano a Palermo, dall’Europa agli Stati Uniti. I patrimoni dei grandi boss sono scomparsi, il narcotraffico non è mai stato fermato, sono tornati i morti per overdose.
Era già successo. Negli anni Settanta la Sicilia fu il laboratorio di una nuova forma di “totalitarismo”. Qui fu inventato il traffico internazionale della droga. La diffusione dell’eroina provocò un olocausto, oggi dimenticato.
Poi, nel 1985, pur di celebrare il Maxiprocesso di Palermo, Stato e Cosa Nostra firmarono una tregua.
Non trattativa ma patto faustiano. E da allora...
Una storia scomoda è stata cancellata. Al suo posto è stato edificato il mausoleo di una nuova religione. I fatti che la smentiscono sono considerati eretici. Per questo dobbiamo raccontarli.
Biografia dell'autore
Piero Melati
Piero Melati è nato a Palermo. Ha lavorato al quotidiano «L'Ora», per il quale ha seguito la guerra di mafia e il Maxiprocesso. In seguito a «Paese Sera», a «Repubblica» e infine al «Venerdì», dove è stato vicecaporedattore e responsabile delle pagine di cultura.
È stato direttore artistico del festival siciliano dell'editoria "Una Marina di Libri". Ha collaborato a «L'Espresso», al «Venerdì» e a «Robinson di Repubblica». Autore di Vivi da morire (Bompiani, 2015), Giorni di mafia (Laterza, 2017) e il capitolo Sicilitudine di Alfabeto Camilleri (Sperling & Kupfer, 2019), per Zolfo editore ha scritto La notte della civetta. Storie eretiche di mafia, di Sicilia, d'Italia (2020). È morto a Roma il 4 agosto del 2025.

