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LA NOTTE DELLA CIVETTA

Recensione di: La notte della civetta
07.04.2020
Impresa eccentrica questo libro: cahier di passo documentario, taccuino di testimonianze e di suggestioni e di memorie.
L’autore, giornalista che ha lavorato, tra l’altro, al quotidiano L’ora, per il quale ha seguito l’ultima guerra di mafia e poi il maxiprocesso di Palermo, ricostruisce cause, itinerari, retroscena, implicazioni delle più clamorose (ma non solo) vicende del sistema criminale in Sicilia. Il periodo preso in considerazione sta, all’incirca, tra il 1978, data della morte di Peppino Impastato, e il 1992, l’anno della morte di Falcone e Borsellino.
Non ci si aspetti, pure, una ricostruzione cronologica degli eventi, al contrario. Gli scopi del racconto, impuro, qui sono altri. Forse, uno per tutti: provare, sapendo in partenza di fallire, un ultimo viaggio nel cuore di una memoria storica che non sarà mai condivisa, al centro dell’immaginario collettivo della lotta alla mafia, senza perdersi o, peggio, restare di pietra, secondo una celebre espressione di Sigmund Freud.

Scarica l'allegato per scaricare l'intero l'articolo di Rodolfo Grandi per la rubrica "Libri" da "Il Foglio" del 07/04/2020

La notte della civetta

storie eretiche di mafia, di Sicilia, d'Italia

di Piero Melati

editore: Zolfo Editore

pagine: 288

Troppi fatti sono scomparsi. E con la vera storia della mafia è scomparsa anche la storia vera della Sicilia. È arrivato il momento di guardare la fotografia con sguardo obliquo.
18,00

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