Cronache e storia
L'ultima estate di un uomo perbene
Una storia dimenticata, una verità negata
di Carmelo Sardo editore: Zolfo Editore
pagine: 264
Nella Sicilia dei primi anni Novanta, segnata dalla guerra tra Cosa Nostra e Stidda, Giuseppe Tragna è direttore di banca ad Agrigento. È un uomo stimato e integerrimo, profondamente legato alla moglie Mariella e ai figli Gero e Ilaria. Crede nel lavoro e nella responsabilità personale. E proprio il lavoro lo porta a imbattersi in operazioni sospette e anomalie che decide di denunciare. Da quel momento la vita cambia. Arrivano telefonate misteriose, avvertimenti sempre più espliciti. Pino diventa inquieto, sempre più chiuso nelle proprie preoccupazioni, ma non si piega alle minacce. Il 18 luglio del 1990 viene ucciso davanti casa. Ha quarantanove anni. Ma la violenza non si ferma. Un collaboratore di giustizia rivela che Tragna sarebbe stato assassinato perché insidiava un ragazzino. Un'accusa infamante che la famiglia smonterà dopo una lunga battaglia giudiziaria anche contro le istituzioni, per restituire dignità a un uomo che si è tentato di cancellare due volte: prima con il delitto, poi con il sospetto. Solo trent'anni dopo Giuseppe Tragna verrà riconosciuto vittima innocente di mafia.Attraverso sentenze, testimonianze e memorie familiari, Carmelo Sardo ricostruisce una storia dimenticata, rimasta per troppo tempo ai margini della memoria pubblica, ma racconta anche una moglie e due figli che hanno sfidato silenzi, depistaggi, omissioni e incredibili contraddizioni istituzionali. L'ultima estate di un uomo perbene è la storia di una verità ostinatamente cercata, è il racconto civile di chi ha scelto soltanto di fare il proprio dovere.
editore: Zolfo Editore
pagine: 264
Nella Sicilia dei primi anni Novanta, segnata dalla guerra tra Cosa Nostra e Stidda, Giuseppe Tragna è direttore di banca ad Agrigento. È un uomo stimato e integerrimo, profondamente legato alla moglie Mariella e ai figli Gero e Ilaria. Crede nel lavoro e nella responsabilità personale. E proprio il lavoro lo porta a imbattersi in operazioni sospette e anomalie che decide di denunciare. Da quel momento la vita cambia. Arrivano telefonate misteriose, avvertimenti sempre più espliciti. Pino diventa inquieto, sempre più chiuso nelle proprie preoccupazioni, ma non si piega alle minacce. Il 18 luglio del 1990 viene ucciso davanti casa. Ha quarantanove anni. Ma la violenza non si ferma. Un collaboratore di giustizia rivela che Tragna sarebbe stato assassinato perché insidiava un ragazzino. Un'accusa infamante che la famiglia smonterà dopo una lunga battaglia giudiziaria anche contro le istituzioni, per restituire dignità a un uomo che si è tentato di cancellare due volte: prima con il delitto, poi con il sospetto. Solo trent'anni dopo Giuseppe Tragna verrà riconosciuto vittima innocente di mafia.Attraverso sentenze, testimonianze e memorie familiari, Carmelo Sardo ricostruisce una storia dimenticata, rimasta per troppo tempo ai margini della memoria pubblica, ma racconta anche una moglie e due figli che hanno sfidato silenzi, depistaggi, omissioni e incredibili contraddizioni istituzionali. L'ultima estate di un uomo perbene è la storia di una verità ostinatamente cercata, è il racconto civile di chi ha scelto soltanto di fare il proprio dovere.
Umberto Bossi, l'uomo che inventò la Padania
Le origini, la storia, il mito
di Giampiero Rossi, Simona Spina editore: Zolfo Editore
pagine: 272
La biografia non autorizzata di Umberto Bossi, l'uomo che, a propria immagine e somiglianza, ha creato la Lega. Dalla provincia varesina ai palazzi del potere, la sua parabola attraversa mezzo secolo di storia italiana, tra intuizioni, eccessi, cadute e clamorosi ritorni: da bullo di provincia a destabilizzante innovatore della politica, da aspirante medico mai laureato a ministro della Repubblica.Autodidatta, provocatore e abile costruttore di miti, Bossi dà forma a un'idea – la Padania – che diventa movimento, linguaggio e identità capaci di cambiare il lessico della politica.Dai primi esperimenti localisti all'affermazione nazionale, il leader leghista costruisce il proprio consenso tra slogan incendiari, alleanze mutevoli e continui cambi di rotta: dalla secessione alle coalizioni con il centrodestra, dalla retorica anti-Roma alla lunga permanenza al governo. E così la Lega si adatta a ogni stagione seguendo le svolte improvvise del suo fondatore.Sullo sfondo, una vita personale segnata da ambizioni, contraddizioni e zone d'ombra, fino alla malattia e alla progressiva distanza da un partito che, col tempo, smette di assomigliargli.Questo libro ricostruisce senza sconti l'ascesa, il potere e il declino del "Senatùr", restituendo il ritratto di un leader che ha cambiato gli equilibri della politica italiana.
editore: Zolfo Editore
pagine: 272
La biografia non autorizzata di Umberto Bossi, l'uomo che, a propria immagine e somiglianza, ha creato la Lega. Dalla provincia varesina ai palazzi del potere, la sua parabola attraversa mezzo secolo di storia italiana, tra intuizioni, eccessi, cadute e clamorosi ritorni: da bullo di provincia a destabilizzante innovatore della politica, da aspirante medico mai laureato a ministro della Repubblica.Autodidatta, provocatore e abile costruttore di miti, Bossi dà forma a un'idea – la Padania – che diventa movimento, linguaggio e identità capaci di cambiare il lessico della politica.Dai primi esperimenti localisti all'affermazione nazionale, il leader leghista costruisce il proprio consenso tra slogan incendiari, alleanze mutevoli e continui cambi di rotta: dalla secessione alle coalizioni con il centrodestra, dalla retorica anti-Roma alla lunga permanenza al governo. E così la Lega si adatta a ogni stagione seguendo le svolte improvvise del suo fondatore.Sullo sfondo, una vita personale segnata da ambizioni, contraddizioni e zone d'ombra, fino alla malattia e alla progressiva distanza da un partito che, col tempo, smette di assomigliargli.Questo libro ricostruisce senza sconti l'ascesa, il potere e il declino del "Senatùr", restituendo il ritratto di un leader che ha cambiato gli equilibri della politica italiana.
Morire di naia
Oltre le ombre e i silenzi nelle caserme italiane
di Marta Silvestre, Andrea Turco editore: Zolfo Editore
pagine: 192
Hanno giurato davanti al tricolore, promettendo fedeltà e off rendo, se necessario, la vita. Indossavano la stessa mimetica, simbolo di appartenenza e destino. Non sapevano che proprio quella divisa sarebbe diventata, per alcuni di loro, una condanna. Le storie di Emanuele Scieri, Tony Drago, Giovanni Cosca, Marco Mandolini e Riccardo Rasman si intrecciano senza somigliarsi davvero: sogni diversi, aspirazioni semplici o ambiziose, futuri ancora da scrivere. Eppure, un filo oscuro le unisce tutte: l'incontro con un sistema incapace di proteggere, e spesso pronto a tacere. Dentro caserme e reparti d'élite si annida una violenza che non esplode soltanto nei gesti, ma si prolunga nei silenzi, nelle omissioni, nelle indagini confuse, nei depistaggi, nelle verità rimandate.Scieri resta per giorni senza vita ai piedi di una torre, invisibile a chi avrebbe dovuto vederlo. Drago muore tra dubbi e false piste che ancora cercano una risposta. Cosca si spegne lentamente, forse consumato da una contaminazione mai chiarita. Mandolini finisce avvolto in una vicenda dai contorni opachi, come un intrigo senza soluzione. Rasman, infine, viene spezzato due volte, privato anche della possibilità di ricominciare.Queste non sono solo storie individuali: sono crepe profonde nella memoria collettiva. Raccontarle significa sfidare l'oblio, restituire voce a chi l'ha persa e chiedere conto a un'istituzione che fatica ancora a guardarsi allo specchio. Perché il passato, quando resta senza verità, continua a parlare. E pretende, ancora oggi, giustizia.
editore: Zolfo Editore
pagine: 192
Hanno giurato davanti al tricolore, promettendo fedeltà e off rendo, se necessario, la vita. Indossavano la stessa mimetica, simbolo di appartenenza e destino. Non sapevano che proprio quella divisa sarebbe diventata, per alcuni di loro, una condanna. Le storie di Emanuele Scieri, Tony Drago, Giovanni Cosca, Marco Mandolini e Riccardo Rasman si intrecciano senza somigliarsi davvero: sogni diversi, aspirazioni semplici o ambiziose, futuri ancora da scrivere. Eppure, un filo oscuro le unisce tutte: l'incontro con un sistema incapace di proteggere, e spesso pronto a tacere. Dentro caserme e reparti d'élite si annida una violenza che non esplode soltanto nei gesti, ma si prolunga nei silenzi, nelle omissioni, nelle indagini confuse, nei depistaggi, nelle verità rimandate.Scieri resta per giorni senza vita ai piedi di una torre, invisibile a chi avrebbe dovuto vederlo. Drago muore tra dubbi e false piste che ancora cercano una risposta. Cosca si spegne lentamente, forse consumato da una contaminazione mai chiarita. Mandolini finisce avvolto in una vicenda dai contorni opachi, come un intrigo senza soluzione. Rasman, infine, viene spezzato due volte, privato anche della possibilità di ricominciare.Queste non sono solo storie individuali: sono crepe profonde nella memoria collettiva. Raccontarle significa sfidare l'oblio, restituire voce a chi l'ha persa e chiedere conto a un'istituzione che fatica ancora a guardarsi allo specchio. Perché il passato, quando resta senza verità, continua a parlare. E pretende, ancora oggi, giustizia.
Mafia a Milano e in Lombardia
Ottant'anni di affari e delitti
di Mario Portanova, Giampiero Rossi, Franco Stefanoni editore: Zolfo Editore
pagine: 848
Il libro fondamentale per chi vuole conoscere e studiare quasi un secolo di storia della criminalità organizzata a Milano, nell'hinterland e in Lombardia. Un racconto completo su tutti gli affari e i delitti avvenuti nella città e nella regione più ricche d'Italia. Torna in versione ampliata e aggiornata Mafia a Milano, pubblicato per la prima volta nel 1996. Cosa nostra, 'ndrangheta, camorra, Sacra corona unita. L'arrivo negli anni Cinquanta di 'ndrine e padrini siciliani, i sequestri di persona, la finanza di Sindona e Calvi, l'arresto di Liggio, i gangster, i colletti bianchi del narcotraffico. Quindi i quartieri di periferia controllati e militarizzati dai clan; cocaina ed eroina, antichi riti e codici, killer e mattanze. E i maxiprocessi degli anni Novanta; edilizia e appalti pubblici, usura e racket; il caso Dell'Utri e i misteri su Berlusconi. Fino all'economia e alla politica colluse degli anni Duemiladieci – con la colonizzazione da parte delle cosche – e agli inediti mercati offerti nei Duemilaventi grazie a crisi finanziarie e pandemiche, ecobonus, grandi opere, mondo del calcio.
A Milano le mafie parlano ormai con cadenza lombarda e sparano poco. Accade nelle zone del centro, glamour e tecnologiche, così come nelle aree emarginate al confine della metropoli. Le 'ndrine possono delegare a organizzazioni straniere; trafficano certo droga, ma investono in aziende, immobili, commercio, sanità, ristoranti, riciclo rifiuti. E per farlo hanno bisogno ancor più di amicizie politiche, istituzionali, amministrative locali. Mafi e invisibili, sempre feroci, ma ibridate e mimetizzate nella società e nei business in modo quasi «da non esistere». Se il dominio resta dei calabresi, tutti insieme tramano e colpiscono. In un intreccio di boss emergenti, «capitale storico» di vecchie famiglie, inabissamenti ed emersioni, meno pistole e più conti bancari.
editore: Zolfo Editore
pagine: 848
Il libro fondamentale per chi vuole conoscere e studiare quasi un secolo di storia della criminalità organizzata a Milano, nell'hinterland e in Lombardia. Un racconto completo su tutti gli affari e i delitti avvenuti nella città e nella regione più ricche d'Italia. Torna in versione ampliata e aggiornata Mafia a Milano, pubblicato per la prima volta nel 1996. Cosa nostra, 'ndrangheta, camorra, Sacra corona unita. L'arrivo negli anni Cinquanta di 'ndrine e padrini siciliani, i sequestri di persona, la finanza di Sindona e Calvi, l'arresto di Liggio, i gangster, i colletti bianchi del narcotraffico. Quindi i quartieri di periferia controllati e militarizzati dai clan; cocaina ed eroina, antichi riti e codici, killer e mattanze. E i maxiprocessi degli anni Novanta; edilizia e appalti pubblici, usura e racket; il caso Dell'Utri e i misteri su Berlusconi. Fino all'economia e alla politica colluse degli anni Duemiladieci – con la colonizzazione da parte delle cosche – e agli inediti mercati offerti nei Duemilaventi grazie a crisi finanziarie e pandemiche, ecobonus, grandi opere, mondo del calcio.
A Milano le mafie parlano ormai con cadenza lombarda e sparano poco. Accade nelle zone del centro, glamour e tecnologiche, così come nelle aree emarginate al confine della metropoli. Le 'ndrine possono delegare a organizzazioni straniere; trafficano certo droga, ma investono in aziende, immobili, commercio, sanità, ristoranti, riciclo rifiuti. E per farlo hanno bisogno ancor più di amicizie politiche, istituzionali, amministrative locali. Mafi e invisibili, sempre feroci, ma ibridate e mimetizzate nella società e nei business in modo quasi «da non esistere». Se il dominio resta dei calabresi, tutti insieme tramano e colpiscono. In un intreccio di boss emergenti, «capitale storico» di vecchie famiglie, inabissamenti ed emersioni, meno pistole e più conti bancari.
Senza consenso
Vite, solitudini e tribunali nell'era digitale
di Marisa Marraffino editore: Zolfo Editore
pagine: 224
I processi raccontano storie. Parlano della cultura di un'epoca, delle paure e delle fragilità di chi – suo malgrado – ha varcato le aule di un tribunale da protagonista. Mai come negli ultimi vent'anni le corti di giustizia hanno dato voce a giovani vite disorientate, spaventate, spesso ossessionate da una presenza costante e silenziosa: il digitale.Social network, chat, app di incontri, intelligenza artificiale sono diventati compagni invadenti di un'esistenza sempre più solitaria, dove le "regole del gioco" sono state impietosamente ribaltate. Così i giudici si sono ritrovati a sostituire i genitori nell'impartire regole di educazione quotidiana per la protezione dei figli, al posto di chi, per natura, dovrebbe farlo.La solitudine di madri, padri, ragazze e ragazzi affiora tra le pagine di questo libro, che ci costringe a guardarci allo specchio attraverso lo sguardo lucido e partecipe di un'avvocata che da anni cerca di rimettere ordine nel caos generato dal big bang digitale che nessuno di noi era davvero preparato ad affrontare.
editore: Zolfo Editore
pagine: 224
I processi raccontano storie. Parlano della cultura di un'epoca, delle paure e delle fragilità di chi – suo malgrado – ha varcato le aule di un tribunale da protagonista. Mai come negli ultimi vent'anni le corti di giustizia hanno dato voce a giovani vite disorientate, spaventate, spesso ossessionate da una presenza costante e silenziosa: il digitale.Social network, chat, app di incontri, intelligenza artificiale sono diventati compagni invadenti di un'esistenza sempre più solitaria, dove le "regole del gioco" sono state impietosamente ribaltate. Così i giudici si sono ritrovati a sostituire i genitori nell'impartire regole di educazione quotidiana per la protezione dei figli, al posto di chi, per natura, dovrebbe farlo.La solitudine di madri, padri, ragazze e ragazzi affiora tra le pagine di questo libro, che ci costringe a guardarci allo specchio attraverso lo sguardo lucido e partecipe di un'avvocata che da anni cerca di rimettere ordine nel caos generato dal big bang digitale che nessuno di noi era davvero preparato ad affrontare.
Baci olimpionici
Storie d’amore e di medaglie d’oro
di Valerio Piccioni editore: Zolfo Editore
pagine: 168
Glenn e Leni. Ma anche Emil e Dana, Vera e Josef o Sue e Megan. Le Olimpiadi sono state anche dei grandi amori. Lunghi o brevissimi, appassiti in fretta o durati tutta la vita, romanzi tragici e pagine di rotocalco, distanti un Oceano o nati e cresciuti fra ragazzi della porta accanto. Unioni diventate persino capitoli di storia. Non solo dello sport.
È così che qualche bacio scambiato fugacemente, per sigillare un traguardo storico, o distrattamente, con la consapevolezza che il proprio amore resterà confinato alla pista di uno stadio, diventa protagonista degli avvenimenti salienti dell’ultimo secolo. Tra le ingiustizie dei regimi totalitari, il sospetto del doping, morti tragiche e inaspettate, o la battaglia per i diritti civili e la parità di genere, le sette coppie di Baci olimpionici ci tengono per mano in un viaggio fra la storia e i sentimenti, in cui a volte non basta vincere sul campo per essere felici.
editore: Zolfo Editore
pagine: 168
Glenn e Leni. Ma anche Emil e Dana, Vera e Josef o Sue e Megan. Le Olimpiadi sono state anche dei grandi amori. Lunghi o brevissimi, appassiti in fretta o durati tutta la vita, romanzi tragici e pagine di rotocalco, distanti un Oceano o nati e cresciuti fra ragazzi della porta accanto. Unioni diventate persino capitoli di storia. Non solo dello sport.
È così che qualche bacio scambiato fugacemente, per sigillare un traguardo storico, o distrattamente, con la consapevolezza che il proprio amore resterà confinato alla pista di uno stadio, diventa protagonista degli avvenimenti salienti dell’ultimo secolo. Tra le ingiustizie dei regimi totalitari, il sospetto del doping, morti tragiche e inaspettate, o la battaglia per i diritti civili e la parità di genere, le sette coppie di Baci olimpionici ci tengono per mano in un viaggio fra la storia e i sentimenti, in cui a volte non basta vincere sul campo per essere felici.
Tanto tu torni sempre
Ines Figini. La vita oltre il lager
di Giovanna Caldara, Mauro Colombo editore: Zolfo Editore
pagine: 216
Quando fu deportata Ines Figini aveva meno di 22 anni. Non era ebrea, partigiana o antifascista, ma si era schierata a favore di alcuni compagni di lavoro durante uno sciopero. Così finì nei lager di Mauthausen, Auschwitz-Birkenau e Ravensbrück e infine in un ospedale militare, dove trascorse un anno e mezzo.Ha atteso più di cinquant’anni prima di parlare in pubblico della sua vicenda, ora raccontata in questo libro. È la storia di una famiglia ma è anche una storia di fabbriche; e di una città, Como, punto strategico per le forze nazifasciste. Di treni che partivano per mete ignote e di luoghi in cui l’umanità si divideva tra vittime e carnefici, fino a negare se stessa. È la storia di una persona a cui il lager non ha rubato l’anima. Che ogni anno è tornata là dove era stata reclusa. E che, pur ricordando, nonostante tutto, ha perdonato.
editore: Zolfo Editore
pagine: 216
Quando fu deportata Ines Figini aveva meno di 22 anni. Non era ebrea, partigiana o antifascista, ma si era schierata a favore di alcuni compagni di lavoro durante uno sciopero. Così finì nei lager di Mauthausen, Auschwitz-Birkenau e Ravensbrück e infine in un ospedale militare, dove trascorse un anno e mezzo.Ha atteso più di cinquant’anni prima di parlare in pubblico della sua vicenda, ora raccontata in questo libro. È la storia di una famiglia ma è anche una storia di fabbriche; e di una città, Como, punto strategico per le forze nazifasciste. Di treni che partivano per mete ignote e di luoghi in cui l’umanità si divideva tra vittime e carnefici, fino a negare se stessa. È la storia di una persona a cui il lager non ha rubato l’anima. Che ogni anno è tornata là dove era stata reclusa. E che, pur ricordando, nonostante tutto, ha perdonato.
Dalle parti di Leonardo Sciascia
i luoghi, le parole, la memoria
di Salvatore Picone, Gigi Restivo editore: Zolfo Editore
pagine: 280
“Seguire i passi di Sciascia, ripercorrendo i suoi luoghi, leggendo le sue parole.
Perché i luoghi della letteratura sono i posti più adatti per incontrarsi. E per riconoscersi”
Gaetano Savatteri
editore: Zolfo Editore
pagine: 280
“Seguire i passi di Sciascia, ripercorrendo i suoi luoghi, leggendo le sue parole.
Perché i luoghi della letteratura sono i posti più adatti per incontrarsi. E per riconoscersi”
Gaetano Savatteri
Storia terribile delle bambine di Marsala
il delitto che sconvolse l'Italia intera
di Antonio Pagliaro editore: Zolfo Editore
pagine: 352
“Piccoli drappelli si sentono a una battuta di caccia.
Vanno in giro con doppiette e pistole.
I carabinieri sono impegnati nelle ricerche delle bambine, ma anche a segnalare al procuratore i possibili mostri della zona.
I nomi dei mostri corrono poi veloci in città.
Sono uomini che devono nascondersi”
editore: Zolfo Editore
pagine: 352
“Piccoli drappelli si sentono a una battuta di caccia.
Vanno in giro con doppiette e pistole.
I carabinieri sono impegnati nelle ricerche delle bambine, ma anche a segnalare al procuratore i possibili mostri della zona.
I nomi dei mostri corrono poi veloci in città.
Sono uomini che devono nascondersi”
La notte della civetta
storie eretiche di mafia, di Sicilia, d'Italia
di Piero Melati editore: Zolfo Editore
pagine: 288
Troppi fatti sono scomparsi. E con la vera storia della mafia è scomparsa anche la storia vera della Sicilia.
È arrivato il momento di guardare la fotografia con sguardo obliquo.
editore: Zolfo Editore
pagine: 288
Troppi fatti sono scomparsi. E con la vera storia della mafia è scomparsa anche la storia vera della Sicilia.
È arrivato il momento di guardare la fotografia con sguardo obliquo.
La pacchia
vita di Soumaila Sacko, nato in Mali, ucciso in Italia
di Bianca Stancanelli editore: Zolfo Editore
pagine: 176
Il 2 giugno 2018, festa della Repubblica, in una fornace abbandonata nelle campagne calabresi, un giovane africano viene ucciso con una fucilata alla testa. Si chiamava Soumaila Sacko, aveva 29 anni, veniva dal Mali. Con due amici stava raccogliendo lamiere per tirar su una baracca nel ghetto dei braccianti neri della piana di Gioia Tauro.Proprio quel giorno, mentre il giovane viene colpito a morte, Matteo Salvini, appena nominato ministro dell’Interno, scandisce in un comizio a Vicenza il suo slogan contro gli immigrati: «La pacchia è finita».Rimbalzando nell’estremo Sud, quella frase diventa il sigillo tragico e beffardo sulla morte di un uomo che, come migliaia di altri africani, lavorava per una paga da fame in un’Italia dove molte sono le pacchie, e nessuna ha per protagonisti i migranti.
editore: Zolfo Editore
pagine: 176
Il 2 giugno 2018, festa della Repubblica, in una fornace abbandonata nelle campagne calabresi, un giovane africano viene ucciso con una fucilata alla testa. Si chiamava Soumaila Sacko, aveva 29 anni, veniva dal Mali. Con due amici stava raccogliendo lamiere per tirar su una baracca nel ghetto dei braccianti neri della piana di Gioia Tauro.Proprio quel giorno, mentre il giovane viene colpito a morte, Matteo Salvini, appena nominato ministro dell’Interno, scandisce in un comizio a Vicenza il suo slogan contro gli immigrati: «La pacchia è finita».Rimbalzando nell’estremo Sud, quella frase diventa il sigillo tragico e beffardo sulla morte di un uomo che, come migliaia di altri africani, lavorava per una paga da fame in un’Italia dove molte sono le pacchie, e nessuna ha per protagonisti i migranti.
Il sasso in bocca
come la mafia conquistò l'Italia
di Michele Pantaleone editore: Zolfo Editore
pagine: 152
Questo è un best seller. Ha venduto milioni di copie nel mondo, è stato tradotto in ventotto lingue. Ha avuto un successo universale e ha fatto molto discutere. Il sasso in bocca è la cronaca in presa diretta di come la mafia conquistò la Sicilia, l’Italia intera e pezzi degli Stati Uniti. O di come tentò di farlo, nella sottovalutazione colpevole di molti che avrebbero dovuto combatterla. Non è un libro di archeologia mafiosa, ma la radiografia lucida di chi ha compreso che la mafia non è un modo di pensare o un costume tribale, ma un’organizzazione che punta con ogni mezzo a rafforzare il proprio potere e che, di volta in volta, può essere funzionale al potere stesso.Questo documento, pubblicato per la prima volta nel 1970, è lo sforzo di mettere in relazione fatti apparentemente slegati, che ricadono dentro la strategia di una mafia che già allora, nella distrazione di molti, manteneva collegamenti intercontinentali. Il racconto di Michele Pantaleone – uno dei primi scrittori italiani a usare la parola mafia associata a nomi di boss, di imprenditori e di ministri – è il tentativo titanico di spiegare la natura dei meccanismi mafiosi. Ripubblicare questo libro, a cinquant’anni di distanza, è non soltanto un omaggio al coraggio, ma il recupero di un testo che parla dell’Italia di ieri e di oggi. Un’operazione non di filologia mafiologica, ma di memoria consapevole. Per non dimenticare. Ma soprattutto per capire dove stiamo andando.
Gaetano Savatteri
editore: Zolfo Editore
pagine: 152
Questo è un best seller. Ha venduto milioni di copie nel mondo, è stato tradotto in ventotto lingue. Ha avuto un successo universale e ha fatto molto discutere. Il sasso in bocca è la cronaca in presa diretta di come la mafia conquistò la Sicilia, l’Italia intera e pezzi degli Stati Uniti. O di come tentò di farlo, nella sottovalutazione colpevole di molti che avrebbero dovuto combatterla. Non è un libro di archeologia mafiosa, ma la radiografia lucida di chi ha compreso che la mafia non è un modo di pensare o un costume tribale, ma un’organizzazione che punta con ogni mezzo a rafforzare il proprio potere e che, di volta in volta, può essere funzionale al potere stesso.Questo documento, pubblicato per la prima volta nel 1970, è lo sforzo di mettere in relazione fatti apparentemente slegati, che ricadono dentro la strategia di una mafia che già allora, nella distrazione di molti, manteneva collegamenti intercontinentali. Il racconto di Michele Pantaleone – uno dei primi scrittori italiani a usare la parola mafia associata a nomi di boss, di imprenditori e di ministri – è il tentativo titanico di spiegare la natura dei meccanismi mafiosi. Ripubblicare questo libro, a cinquant’anni di distanza, è non soltanto un omaggio al coraggio, ma il recupero di un testo che parla dell’Italia di ieri e di oggi. Un’operazione non di filologia mafiologica, ma di memoria consapevole. Per non dimenticare. Ma soprattutto per capire dove stiamo andando.
Gaetano Savatteri

