Zolfo Editore
Un Viaggiatore Sovrappeso in Anatolia e Iraq
Sulle orme di Marco Polo
di Bernardo Notarangelo editore: Zolfo Editore
pagine: 240
Dall'autore vincitore del primo premio al torneo letterario del Festival della Letteratura di Viaggio 2025Dopo il successo di Un Viaggiatore Sovrappeso in Iran, Bernardo Notarangelo riparte per un itinerario che è insieme esplorazione geografica e scoperta umana. Più dei luoghi, sono gli incontri a dare forma al racconto: la dentista con il niqab, l'Uomo del Destino, le milizie irachene che ai posti di blocco vogliono capire perché a Milano si voglia demolire lo stadio di San Siro.Mentre il protagonista si muove, il Medio Oriente attorno a lui si incendia. Tra il massacro dimenticato degli Yazidi e le rovine di Mosul – l'antica Ninive, una Gaza distrutta dieci anni fa e già dimenticata – il viaggio diventa una riflessione sulla memoria, sull'oblio e sulle ragioni inconciliabili del nostro tempo.Scritto con ironia e partecipazione autentica, il libro intreccia narrativa e reportage per raccontare realtà complesse con uno sguardo curioso e lontano dagli stereotipi. Un viaggio che attraversa confini geografici e umani, invitando il lettore a guardare il presente con maggiore profondità. Come hanno scritto i lettori del primo libro: "Leggere questo racconto è come viaggiare insieme a lui, il Viaggiatore Sovrappeso".
editore: Zolfo Editore
pagine: 240
Dall'autore vincitore del primo premio al torneo letterario del Festival della Letteratura di Viaggio 2025Dopo il successo di Un Viaggiatore Sovrappeso in Iran, Bernardo Notarangelo riparte per un itinerario che è insieme esplorazione geografica e scoperta umana. Più dei luoghi, sono gli incontri a dare forma al racconto: la dentista con il niqab, l'Uomo del Destino, le milizie irachene che ai posti di blocco vogliono capire perché a Milano si voglia demolire lo stadio di San Siro.Mentre il protagonista si muove, il Medio Oriente attorno a lui si incendia. Tra il massacro dimenticato degli Yazidi e le rovine di Mosul – l'antica Ninive, una Gaza distrutta dieci anni fa e già dimenticata – il viaggio diventa una riflessione sulla memoria, sull'oblio e sulle ragioni inconciliabili del nostro tempo.Scritto con ironia e partecipazione autentica, il libro intreccia narrativa e reportage per raccontare realtà complesse con uno sguardo curioso e lontano dagli stereotipi. Un viaggio che attraversa confini geografici e umani, invitando il lettore a guardare il presente con maggiore profondità. Come hanno scritto i lettori del primo libro: "Leggere questo racconto è come viaggiare insieme a lui, il Viaggiatore Sovrappeso".
L'ultima estate di un uomo perbene
Una storia dimenticata, una verità negata
di Carmelo Sardo editore: Zolfo Editore
pagine: 264
Nella Sicilia dei primi anni Novanta, segnata dalla guerra tra Cosa Nostra e Stidda, Giuseppe Tragna è direttore di banca ad Agrigento. È un uomo stimato e integerrimo, profondamente legato alla moglie Mariella e ai figli Gero e Ilaria. Crede nel lavoro e nella responsabilità personale. E proprio il lavoro lo porta a imbattersi in operazioni sospette e anomalie che decide di denunciare. Da quel momento la vita cambia. Arrivano telefonate misteriose, avvertimenti sempre più espliciti. Pino diventa inquieto, sempre più chiuso nelle proprie preoccupazioni, ma non si piega alle minacce. Il 18 luglio del 1990 viene ucciso davanti casa. Ha quarantanove anni. Ma la violenza non si ferma. Un collaboratore di giustizia rivela che Tragna sarebbe stato assassinato perché insidiava un ragazzino. Un'accusa infamante che la famiglia smonterà dopo una lunga battaglia giudiziaria anche contro le istituzioni, per restituire dignità a un uomo che si è tentato di cancellare due volte: prima con il delitto, poi con il sospetto. Solo trent'anni dopo Giuseppe Tragna verrà riconosciuto vittima innocente di mafia.Attraverso sentenze, testimonianze e memorie familiari, Carmelo Sardo ricostruisce una storia dimenticata, rimasta per troppo tempo ai margini della memoria pubblica, ma racconta anche una moglie e due figli che hanno sfidato silenzi, depistaggi, omissioni e incredibili contraddizioni istituzionali. L'ultima estate di un uomo perbene è la storia di una verità ostinatamente cercata, è il racconto civile di chi ha scelto soltanto di fare il proprio dovere.
editore: Zolfo Editore
pagine: 264
Nella Sicilia dei primi anni Novanta, segnata dalla guerra tra Cosa Nostra e Stidda, Giuseppe Tragna è direttore di banca ad Agrigento. È un uomo stimato e integerrimo, profondamente legato alla moglie Mariella e ai figli Gero e Ilaria. Crede nel lavoro e nella responsabilità personale. E proprio il lavoro lo porta a imbattersi in operazioni sospette e anomalie che decide di denunciare. Da quel momento la vita cambia. Arrivano telefonate misteriose, avvertimenti sempre più espliciti. Pino diventa inquieto, sempre più chiuso nelle proprie preoccupazioni, ma non si piega alle minacce. Il 18 luglio del 1990 viene ucciso davanti casa. Ha quarantanove anni. Ma la violenza non si ferma. Un collaboratore di giustizia rivela che Tragna sarebbe stato assassinato perché insidiava un ragazzino. Un'accusa infamante che la famiglia smonterà dopo una lunga battaglia giudiziaria anche contro le istituzioni, per restituire dignità a un uomo che si è tentato di cancellare due volte: prima con il delitto, poi con il sospetto. Solo trent'anni dopo Giuseppe Tragna verrà riconosciuto vittima innocente di mafia.Attraverso sentenze, testimonianze e memorie familiari, Carmelo Sardo ricostruisce una storia dimenticata, rimasta per troppo tempo ai margini della memoria pubblica, ma racconta anche una moglie e due figli che hanno sfidato silenzi, depistaggi, omissioni e incredibili contraddizioni istituzionali. L'ultima estate di un uomo perbene è la storia di una verità ostinatamente cercata, è il racconto civile di chi ha scelto soltanto di fare il proprio dovere.
Umberto Bossi, l'uomo che inventò la Padania
Le origini, la storia, il mito
di Giampiero Rossi, Simone Spina editore: Zolfo Editore
pagine: 272
La biografia non autorizzata di Umberto Bossi, l'uomo che, a propria immagine e somiglianza, ha creato la Lega. Dalla provincia varesina ai palazzi del potere, la sua parabola attraversa mezzo secolo di storia italiana, tra intuizioni, eccessi, cadute e clamorosi ritorni: da bullo di provincia a destabilizzante innovatore della politica, da aspirante medico mai laureato a ministro della Repubblica.Autodidatta, provocatore e abile costruttore di miti, Bossi dà forma a un'idea – la Padania – che diventa movimento, linguaggio e identità capaci di cambiare il lessico della politica.Dai primi esperimenti localisti all'affermazione nazionale, il leader leghista costruisce il proprio consenso tra slogan incendiari, alleanze mutevoli e continui cambi di rotta: dalla secessione alle coalizioni con il centrodestra, dalla retorica anti-Roma alla lunga permanenza al governo. E così la Lega si adatta a ogni stagione seguendo le svolte improvvise del suo fondatore.Sullo sfondo, una vita personale segnata da ambizioni, contraddizioni e zone d'ombra, fino alla malattia e alla progressiva distanza da un partito che, col tempo, smette di assomigliargli.Questo libro ricostruisce senza sconti l'ascesa, il potere e il declino del "Senatùr", restituendo il ritratto di un leader che ha cambiato gli equilibri della politica italiana.
editore: Zolfo Editore
pagine: 272
La biografia non autorizzata di Umberto Bossi, l'uomo che, a propria immagine e somiglianza, ha creato la Lega. Dalla provincia varesina ai palazzi del potere, la sua parabola attraversa mezzo secolo di storia italiana, tra intuizioni, eccessi, cadute e clamorosi ritorni: da bullo di provincia a destabilizzante innovatore della politica, da aspirante medico mai laureato a ministro della Repubblica.Autodidatta, provocatore e abile costruttore di miti, Bossi dà forma a un'idea – la Padania – che diventa movimento, linguaggio e identità capaci di cambiare il lessico della politica.Dai primi esperimenti localisti all'affermazione nazionale, il leader leghista costruisce il proprio consenso tra slogan incendiari, alleanze mutevoli e continui cambi di rotta: dalla secessione alle coalizioni con il centrodestra, dalla retorica anti-Roma alla lunga permanenza al governo. E così la Lega si adatta a ogni stagione seguendo le svolte improvvise del suo fondatore.Sullo sfondo, una vita personale segnata da ambizioni, contraddizioni e zone d'ombra, fino alla malattia e alla progressiva distanza da un partito che, col tempo, smette di assomigliargli.Questo libro ricostruisce senza sconti l'ascesa, il potere e il declino del "Senatùr", restituendo il ritratto di un leader che ha cambiato gli equilibri della politica italiana.
Morire di naia
Oltre le ombre e i silenzi nelle caserme italiane
di Marta Silvestre, Andrea Turco editore: Zolfo Editore
pagine: 192
Hanno giurato davanti al tricolore, promettendo fedeltà e off rendo, se necessario, la vita. Indossavano la stessa mimetica, simbolo di appartenenza e destino. Non sapevano che proprio quella divisa sarebbe diventata, per alcuni di loro, una condanna. Le storie di Emanuele Scieri, Tony Drago, Giovanni Cosca, Marco Mandolini e Riccardo Rasman si intrecciano senza somigliarsi davvero: sogni diversi, aspirazioni semplici o ambiziose, futuri ancora da scrivere. Eppure, un filo oscuro le unisce tutte: l'incontro con un sistema incapace di proteggere, e spesso pronto a tacere. Dentro caserme e reparti d'élite si annida una violenza che non esplode soltanto nei gesti, ma si prolunga nei silenzi, nelle omissioni, nelle indagini confuse, nei depistaggi, nelle verità rimandate.Scieri resta per giorni senza vita ai piedi di una torre, invisibile a chi avrebbe dovuto vederlo. Drago muore tra dubbi e false piste che ancora cercano una risposta. Cosca si spegne lentamente, forse consumato da una contaminazione mai chiarita. Mandolini finisce avvolto in una vicenda dai contorni opachi, come un intrigo senza soluzione. Rasman, infine, viene spezzato due volte, privato anche della possibilità di ricominciare.Queste non sono solo storie individuali: sono crepe profonde nella memoria collettiva. Raccontarle significa sfidare l'oblio, restituire voce a chi l'ha persa e chiedere conto a un'istituzione che fatica ancora a guardarsi allo specchio. Perché il passato, quando resta senza verità, continua a parlare. E pretende, ancora oggi, giustizia.
editore: Zolfo Editore
pagine: 192
Hanno giurato davanti al tricolore, promettendo fedeltà e off rendo, se necessario, la vita. Indossavano la stessa mimetica, simbolo di appartenenza e destino. Non sapevano che proprio quella divisa sarebbe diventata, per alcuni di loro, una condanna. Le storie di Emanuele Scieri, Tony Drago, Giovanni Cosca, Marco Mandolini e Riccardo Rasman si intrecciano senza somigliarsi davvero: sogni diversi, aspirazioni semplici o ambiziose, futuri ancora da scrivere. Eppure, un filo oscuro le unisce tutte: l'incontro con un sistema incapace di proteggere, e spesso pronto a tacere. Dentro caserme e reparti d'élite si annida una violenza che non esplode soltanto nei gesti, ma si prolunga nei silenzi, nelle omissioni, nelle indagini confuse, nei depistaggi, nelle verità rimandate.Scieri resta per giorni senza vita ai piedi di una torre, invisibile a chi avrebbe dovuto vederlo. Drago muore tra dubbi e false piste che ancora cercano una risposta. Cosca si spegne lentamente, forse consumato da una contaminazione mai chiarita. Mandolini finisce avvolto in una vicenda dai contorni opachi, come un intrigo senza soluzione. Rasman, infine, viene spezzato due volte, privato anche della possibilità di ricominciare.Queste non sono solo storie individuali: sono crepe profonde nella memoria collettiva. Raccontarle significa sfidare l'oblio, restituire voce a chi l'ha persa e chiedere conto a un'istituzione che fatica ancora a guardarsi allo specchio. Perché il passato, quando resta senza verità, continua a parlare. E pretende, ancora oggi, giustizia.
Mafia a Milano e in Lombardia
Ottant'anni di affari e delitti
di Mario Portanova, Giampiero Rossi, Franco Stefanoni editore: Zolfo Editore
pagine: 848
Il libro fondamentale per chi vuole conoscere e studiare quasi un secolo di storia della criminalità organizzata a Milano, nell'hinterland e in Lombardia. Un racconto completo su tutti gli affari e i delitti avvenuti nella città e nella regione più ricche d'Italia. Torna in versione ampliata e aggiornata Mafia a Milano, pubblicato per la prima volta nel 1996. Cosa nostra, 'ndrangheta, camorra, Sacra corona unita. L'arrivo negli anni Cinquanta di 'ndrine e padrini siciliani, i sequestri di persona, la finanza di Sindona e Calvi, l'arresto di Liggio, i gangster, i colletti bianchi del narcotraffico. Quindi i quartieri di periferia controllati e militarizzati dai clan; cocaina ed eroina, antichi riti e codici, killer e mattanze. E i maxiprocessi degli anni Novanta; edilizia e appalti pubblici, usura e racket; il caso Dell'Utri e i misteri su Berlusconi. Fino all'economia e alla politica colluse degli anni Duemiladieci – con la colonizzazione da parte delle cosche – e agli inediti mercati offerti nei Duemilaventi grazie a crisi finanziarie e pandemiche, ecobonus, grandi opere, mondo del calcio.
A Milano le mafie parlano ormai con cadenza lombarda e sparano poco. Accade nelle zone del centro, glamour e tecnologiche, così come nelle aree emarginate al confine della metropoli. Le 'ndrine possono delegare a organizzazioni straniere; trafficano certo droga, ma investono in aziende, immobili, commercio, sanità, ristoranti, riciclo rifiuti. E per farlo hanno bisogno ancor più di amicizie politiche, istituzionali, amministrative locali. Mafi e invisibili, sempre feroci, ma ibridate e mimetizzate nella società e nei business in modo quasi «da non esistere». Se il dominio resta dei calabresi, tutti insieme tramano e colpiscono. In un intreccio di boss emergenti, «capitale storico» di vecchie famiglie, inabissamenti ed emersioni, meno pistole e più conti bancari.
editore: Zolfo Editore
pagine: 848
Il libro fondamentale per chi vuole conoscere e studiare quasi un secolo di storia della criminalità organizzata a Milano, nell'hinterland e in Lombardia. Un racconto completo su tutti gli affari e i delitti avvenuti nella città e nella regione più ricche d'Italia. Torna in versione ampliata e aggiornata Mafia a Milano, pubblicato per la prima volta nel 1996. Cosa nostra, 'ndrangheta, camorra, Sacra corona unita. L'arrivo negli anni Cinquanta di 'ndrine e padrini siciliani, i sequestri di persona, la finanza di Sindona e Calvi, l'arresto di Liggio, i gangster, i colletti bianchi del narcotraffico. Quindi i quartieri di periferia controllati e militarizzati dai clan; cocaina ed eroina, antichi riti e codici, killer e mattanze. E i maxiprocessi degli anni Novanta; edilizia e appalti pubblici, usura e racket; il caso Dell'Utri e i misteri su Berlusconi. Fino all'economia e alla politica colluse degli anni Duemiladieci – con la colonizzazione da parte delle cosche – e agli inediti mercati offerti nei Duemilaventi grazie a crisi finanziarie e pandemiche, ecobonus, grandi opere, mondo del calcio.
A Milano le mafie parlano ormai con cadenza lombarda e sparano poco. Accade nelle zone del centro, glamour e tecnologiche, così come nelle aree emarginate al confine della metropoli. Le 'ndrine possono delegare a organizzazioni straniere; trafficano certo droga, ma investono in aziende, immobili, commercio, sanità, ristoranti, riciclo rifiuti. E per farlo hanno bisogno ancor più di amicizie politiche, istituzionali, amministrative locali. Mafi e invisibili, sempre feroci, ma ibridate e mimetizzate nella società e nei business in modo quasi «da non esistere». Se il dominio resta dei calabresi, tutti insieme tramano e colpiscono. In un intreccio di boss emergenti, «capitale storico» di vecchie famiglie, inabissamenti ed emersioni, meno pistole e più conti bancari.
Senza consenso
Vite, solitudini e tribunali nell'era digitale
di Marisa Marraffino editore: Zolfo Editore
pagine: 224
I processi raccontano storie. Parlano della cultura di un'epoca, delle paure e delle fragilità di chi – suo malgrado – ha varcato le aule di un tribunale da protagonista. Mai come negli ultimi vent'anni le corti di giustizia hanno dato voce a giovani vite disorientate, spaventate, spesso ossessionate da una presenza costante e silenziosa: il digitale.Social network, chat, app di incontri, intelligenza artificiale sono diventati compagni invadenti di un'esistenza sempre più solitaria, dove le "regole del gioco" sono state impietosamente ribaltate. Così i giudici si sono ritrovati a sostituire i genitori nell'impartire regole di educazione quotidiana per la protezione dei figli, al posto di chi, per natura, dovrebbe farlo.La solitudine di madri, padri, ragazze e ragazzi affiora tra le pagine di questo libro, che ci costringe a guardarci allo specchio attraverso lo sguardo lucido e partecipe di un'avvocata che da anni cerca di rimettere ordine nel caos generato dal big bang digitale che nessuno di noi era davvero preparato ad affrontare.
editore: Zolfo Editore
pagine: 224
I processi raccontano storie. Parlano della cultura di un'epoca, delle paure e delle fragilità di chi – suo malgrado – ha varcato le aule di un tribunale da protagonista. Mai come negli ultimi vent'anni le corti di giustizia hanno dato voce a giovani vite disorientate, spaventate, spesso ossessionate da una presenza costante e silenziosa: il digitale.Social network, chat, app di incontri, intelligenza artificiale sono diventati compagni invadenti di un'esistenza sempre più solitaria, dove le "regole del gioco" sono state impietosamente ribaltate. Così i giudici si sono ritrovati a sostituire i genitori nell'impartire regole di educazione quotidiana per la protezione dei figli, al posto di chi, per natura, dovrebbe farlo.La solitudine di madri, padri, ragazze e ragazzi affiora tra le pagine di questo libro, che ci costringe a guardarci allo specchio attraverso lo sguardo lucido e partecipe di un'avvocata che da anni cerca di rimettere ordine nel caos generato dal big bang digitale che nessuno di noi era davvero preparato ad affrontare.
Monti Sicani, l'anima antica della Sicilia
Le vie del cibo e della lunga vita
Autori vari
editore: Zolfo Editore
pagine: 192
Un viaggio nei Monti Sicani alla scoperta dell'anima antica della Sicilia e delle radici della longevità mediterranea. Tra borghi sospesi nel tempo, testimonianze di centenari, saperi contadini, memorie e sapori, il libro esplora una terra in cui il cibo è identità e pratica quotidiana di benessere. Storie di vita si intrecciano con ricette di famiglia, prodotti simbolo del territorio e ricerche su grani antichi, olio, formaggi e biodiversità, rivelando come tradizione e innovazione possano dialogare per preservare un patrimonio di conoscenze e valori nutrizionali. Dalla cultura del pane alla ricchezza dei pascoli, dalle varietà locali alle pratiche comunitarie, emerge un modello alimentare sostenibile e profondamente umano. Un racconto corale che mostra come la lunga vita nei Sicani nasca dall'equilibrio tra terra, comunità e memoria condivisa.
Nel segno della speranza
Un vescovo a Palermo, città delle emergenze
di Corrado Lorefice, Nuccio Vara editore: Zolfo Editore
pagine: 208
Dieci anni da arcivescovo vissuti "dentro la carne della città": così si potrebbero sintetizzare queste pagine intense e personali. Nel dicembre del 2015 Corrado Lorefice faceva il suo ingresso nella Diocesi di Palermo, designato da Papa Francesco. La decisione suscitò scalpore: la guida di una delle sedi episcopali più complesse veniva affidata a un parroco di provincia, chiamato a operare in un tempo difficile. Palermo appariva stanca, segnata dal disincanto e dal venir meno della spinta antimafia maturata dopo le stragi del 1992; e anche la Chiesa locale attraversava una fase delicata, tra diffidenze interne e l’urgenza di un risanamento.Lorefice racconta l'impegno missionario, tra ostacoli e scelte coraggiose, accanto agli ultimi, a chi vive nelle periferie della società: migranti e detenuti, famiglie dei quartieri più vulnerabili e giovani travolti dal crack, la micidiale droga che oggi sta devastando un'intera generazione di ragazze e ragazzi. Ispirato ai valori della Costituzione italiana e del Concilio Vaticano II, delinea una Chiesa povera e in cammino, aperta al dialogo interreligioso, che non teme di denunciare la mafia come "struttura di peccato" e di schierarsi contro ogni ingiustizia.Il libro intende unire memoria e missione: l'eredità di don Pino Puglisi, i martiri della legalità e l'esempio luminoso di Biagio Conte orientano una pastorale che si fa prossimità, cura, difesa della dignità umana. Emerge così il profilo di un arcivescovo che cerca di ricucire, con radicalità evangelica, il tessuto lacerato di una comunità; e prende forma una Palermo che resiste, tra ferite e rinascite, dove la fede si intreccia con la passione civile e la speranza torna ad avere voce.
editore: Zolfo Editore
pagine: 208
Dieci anni da arcivescovo vissuti "dentro la carne della città": così si potrebbero sintetizzare queste pagine intense e personali. Nel dicembre del 2015 Corrado Lorefice faceva il suo ingresso nella Diocesi di Palermo, designato da Papa Francesco. La decisione suscitò scalpore: la guida di una delle sedi episcopali più complesse veniva affidata a un parroco di provincia, chiamato a operare in un tempo difficile. Palermo appariva stanca, segnata dal disincanto e dal venir meno della spinta antimafia maturata dopo le stragi del 1992; e anche la Chiesa locale attraversava una fase delicata, tra diffidenze interne e l’urgenza di un risanamento.Lorefice racconta l'impegno missionario, tra ostacoli e scelte coraggiose, accanto agli ultimi, a chi vive nelle periferie della società: migranti e detenuti, famiglie dei quartieri più vulnerabili e giovani travolti dal crack, la micidiale droga che oggi sta devastando un'intera generazione di ragazze e ragazzi. Ispirato ai valori della Costituzione italiana e del Concilio Vaticano II, delinea una Chiesa povera e in cammino, aperta al dialogo interreligioso, che non teme di denunciare la mafia come "struttura di peccato" e di schierarsi contro ogni ingiustizia.Il libro intende unire memoria e missione: l'eredità di don Pino Puglisi, i martiri della legalità e l'esempio luminoso di Biagio Conte orientano una pastorale che si fa prossimità, cura, difesa della dignità umana. Emerge così il profilo di un arcivescovo che cerca di ricucire, con radicalità evangelica, il tessuto lacerato di una comunità; e prende forma una Palermo che resiste, tra ferite e rinascite, dove la fede si intreccia con la passione civile e la speranza torna ad avere voce.
Diventare italiana
L'avventura sentimentale e politica di una tedesca nel Belpaese
di Petra Reski editore: Zolfo Editore
pagine: 384
Petra Reski, giornalista tedesca che vive a Venezia da quasi quarant'anni, intreccia la storia complessa dell'Italia con la propria, quella di una donna che l'ha scelta come casa. Con uno stile ironico e a tratti malinconico, ma sempre illuminante e coinvolgente, l'autrice narra l’evoluzione politica e culturale del Belpaese dal 1989 a oggi e accompagna il lettore in un viaggio tra palazzi, tribunali, vagoni ferroviari, impianti petrolchimici, uliveti secchi, antiche rovine, sacrestie, e persino divani di escort e tavole imbandite. Invece di rimanere una semplice osservatrice, Petra ha voluto diventare italiana, affrontando anni di burocrazia pur di ottenere la cittadinanza e poter votare nel Paese che ama. La sua battaglia personale è anche il simbolo di un'identificazione profonda: ha vissuto e condiviso lotte, preoccupazioni, contraddizioni e fallimenti di un'Italia che, nonostante tutto, continua ad avvincerla.
editore: Zolfo Editore
pagine: 384
Petra Reski, giornalista tedesca che vive a Venezia da quasi quarant'anni, intreccia la storia complessa dell'Italia con la propria, quella di una donna che l'ha scelta come casa. Con uno stile ironico e a tratti malinconico, ma sempre illuminante e coinvolgente, l'autrice narra l’evoluzione politica e culturale del Belpaese dal 1989 a oggi e accompagna il lettore in un viaggio tra palazzi, tribunali, vagoni ferroviari, impianti petrolchimici, uliveti secchi, antiche rovine, sacrestie, e persino divani di escort e tavole imbandite. Invece di rimanere una semplice osservatrice, Petra ha voluto diventare italiana, affrontando anni di burocrazia pur di ottenere la cittadinanza e poter votare nel Paese che ama. La sua battaglia personale è anche il simbolo di un'identificazione profonda: ha vissuto e condiviso lotte, preoccupazioni, contraddizioni e fallimenti di un'Italia che, nonostante tutto, continua ad avvincerla.
Radici di mafia
Dai bravi manzoniani ai picciotti dei Florio
di Giuseppe Governale editore: Zolfo Editore
pagine: 232
Don Carlos d'Aragon, il governatore di Milano che nel 1583 diramò le prime "gride" contro i bravi, era di Castelvetrano, come Matteo Messina Denaro. Don Abbondio, il curato de I promessi sposi che si piega alla prepotenza, somiglia per ignavia a padre Pirrone, consigliere spirituale del principe di Salina ne Il Gattopardo. E ancora: Lucia Mondella, col suo matrimonio che "non s'ha da fare", è un'ideale consorella di Franca Viola, la ragazza che ad Alcamo, nel 1965, rifiutò il matrimonio "riparatore" dopo il rapimento da parte di un rampollo di famiglia mafiosa.
Fra Settecento e Duemila, così come fra nord e sud, è un gioco di rimandi e reiterazioni che fanno dubitare delle origini della mafia. Esempi di proto-mafia apparsi nel Settecento in Lombardia vennero stroncati dalle riforme di Maria Teresa d'Austria. Nel mezzogiorno, invece, quei fenomeni si sono andati consolidando, fino a trasformarsi nelle mafie che conosciamo dall'Ottocento.
L'origine è un terreno fertile: la debolezza degli Stati – spagnolo, borbonico e italiano – incapaci di offrire punti di riferimento affidabili alle popolazioni del meridione. È nel vuoto dello Stato che si insinua la mafia, che ha storicamente occupato tutto lo spazio che le si lasciava a disposizione. Difficile dire se sia davvero nata in Sicilia: certo è che in Sicilia è stata lasciata prosperare.
Questo libro è una ricostruzione rigorosa della surroga che lo Stato ha concesso alla criminalità organizzata nelle regioni del sud. Una delega non scritta che ha permesso alla mafia di avvelenare persino un'epoca apparentemente felice come quella dei Florio. E ancora, fino a oggi.
Roberto Alajmo
editore: Zolfo Editore
pagine: 232
Don Carlos d'Aragon, il governatore di Milano che nel 1583 diramò le prime "gride" contro i bravi, era di Castelvetrano, come Matteo Messina Denaro. Don Abbondio, il curato de I promessi sposi che si piega alla prepotenza, somiglia per ignavia a padre Pirrone, consigliere spirituale del principe di Salina ne Il Gattopardo. E ancora: Lucia Mondella, col suo matrimonio che "non s'ha da fare", è un'ideale consorella di Franca Viola, la ragazza che ad Alcamo, nel 1965, rifiutò il matrimonio "riparatore" dopo il rapimento da parte di un rampollo di famiglia mafiosa.
Fra Settecento e Duemila, così come fra nord e sud, è un gioco di rimandi e reiterazioni che fanno dubitare delle origini della mafia. Esempi di proto-mafia apparsi nel Settecento in Lombardia vennero stroncati dalle riforme di Maria Teresa d'Austria. Nel mezzogiorno, invece, quei fenomeni si sono andati consolidando, fino a trasformarsi nelle mafie che conosciamo dall'Ottocento.
L'origine è un terreno fertile: la debolezza degli Stati – spagnolo, borbonico e italiano – incapaci di offrire punti di riferimento affidabili alle popolazioni del meridione. È nel vuoto dello Stato che si insinua la mafia, che ha storicamente occupato tutto lo spazio che le si lasciava a disposizione. Difficile dire se sia davvero nata in Sicilia: certo è che in Sicilia è stata lasciata prosperare.
Questo libro è una ricostruzione rigorosa della surroga che lo Stato ha concesso alla criminalità organizzata nelle regioni del sud. Una delega non scritta che ha permesso alla mafia di avvelenare persino un'epoca apparentemente felice come quella dei Florio. E ancora, fino a oggi.
Roberto Alajmo
In morte di un maresciallo
Antonino Lombardo, tra verità e misteri un investigatore in terra di mafia
di Massimiliano Giannantoni editore: Zolfo Editore
pagine: 232
Il mistero sulla morte di un maresciallo dei carabinieri. Collaboratore di spicco del giudice Paolo Borsellino e uomo di straordinaria capacità investigativa, Antonino Lombardo fu una figura chiave nella lotta alla mafia. Ebbe un ruolo decisivo nella cattura di Totò Riina e nella gestione di collaboratori di giustizia determinanti per le indagini sulle stragi. Eppure la sua fine resta avvolta nell'ombra. Il 4 marzo 1995 Lombardo venne trovato senza vita nella sua auto, all'interno della caserma Bonsignore di Palermo: un colpo di pistola alla testa, l'arma tra le mani e una lettera d'addio. Tutto sembrava indicare il suicidio.
Ma oggi nuove analisi balistiche e calligrafiche riaprono il caso. E se si fosse trattato, in realtà, di un omicidio? Nelle ultime settimane Lombardo aveva incontrato il pentito Salvatore Cancemi, che gli aveva parlato di depistaggi orchestrati attorno al falso pentito Vincenzo Scarantino e svelato i nomi dei veri mandanti ed esecutori della strage di via D'Amelio. Solo due giorni prima di morire il sottufficiale aveva confidato alla vedova Borsellino di essere pronto a rivelare la verità sull’assassinio del magistrato.
Una storia che si intreccia con passaggi cruciali delle trame di Cosa Nostra ‒ dalla prima guerra di mafia alle stragi del biennio 1992-93, fino alle trattative negli Stati Uniti con il boss Gaetano Badalamenti ‒ e che questo libro riporta alla luce, restituendo voce a una figura troppo a lungo dimenticata.
editore: Zolfo Editore
pagine: 232
Il mistero sulla morte di un maresciallo dei carabinieri. Collaboratore di spicco del giudice Paolo Borsellino e uomo di straordinaria capacità investigativa, Antonino Lombardo fu una figura chiave nella lotta alla mafia. Ebbe un ruolo decisivo nella cattura di Totò Riina e nella gestione di collaboratori di giustizia determinanti per le indagini sulle stragi. Eppure la sua fine resta avvolta nell'ombra. Il 4 marzo 1995 Lombardo venne trovato senza vita nella sua auto, all'interno della caserma Bonsignore di Palermo: un colpo di pistola alla testa, l'arma tra le mani e una lettera d'addio. Tutto sembrava indicare il suicidio.
Ma oggi nuove analisi balistiche e calligrafiche riaprono il caso. E se si fosse trattato, in realtà, di un omicidio? Nelle ultime settimane Lombardo aveva incontrato il pentito Salvatore Cancemi, che gli aveva parlato di depistaggi orchestrati attorno al falso pentito Vincenzo Scarantino e svelato i nomi dei veri mandanti ed esecutori della strage di via D'Amelio. Solo due giorni prima di morire il sottufficiale aveva confidato alla vedova Borsellino di essere pronto a rivelare la verità sull’assassinio del magistrato.
Una storia che si intreccia con passaggi cruciali delle trame di Cosa Nostra ‒ dalla prima guerra di mafia alle stragi del biennio 1992-93, fino alle trattative negli Stati Uniti con il boss Gaetano Badalamenti ‒ e che questo libro riporta alla luce, restituendo voce a una figura troppo a lungo dimenticata.
Sotto tiro
La libertà di stampa sul banco degli imputati
di Valerio Vartolo editore: Zolfo Editore
pagine: 232
Sotto tiro è un libro di straordinaria attualità. Ci porta dentro le aule dei tribunali d'Italia e non solo: attraverso casi emblematici, mostra come la libertà di stampa ogni giorno viva ‒ e non di rado muoia ‒ tra le contraddizioni e le miserie di un sistema giudiziario in crisi, tra crescenti restrizioni imposte a un principio cardine dello Stato di diritto e attacchi mirati a silenziare le voci critiche.Non è un manuale di diritto, né offre facili scorciatoie o soluzioni che possano sostituire il ricorso a uno studio legale. Con uno stile sferzante e spesso ironico, smaschera la retorica solenne legata all'idea dei giornalisti come "cani da guardia della democrazia". Li riporta alla realtà quotidiana, segnata da resistenze e prepotenze che accompagnano l'esercizio della professione nel nostro Paese.Racconta anche di giornalisti che talvolta si nascondono dietro questo principio per condurre operazioni ben lontane dal vero diritto di cronaca. Di avvocati che diventano il "braccio armato" delle querele temerarie intentate dai clienti contro la libertà di informare e il diritto dei cittadini a essere informati. Di alcuni giudici pronti a difendere certe libertà solo finché non sfiorano le ombre del potere giudiziario. E infine di potenti, o presunti tali, che non tollerano la stampa libera.
editore: Zolfo Editore
pagine: 232
Sotto tiro è un libro di straordinaria attualità. Ci porta dentro le aule dei tribunali d'Italia e non solo: attraverso casi emblematici, mostra come la libertà di stampa ogni giorno viva ‒ e non di rado muoia ‒ tra le contraddizioni e le miserie di un sistema giudiziario in crisi, tra crescenti restrizioni imposte a un principio cardine dello Stato di diritto e attacchi mirati a silenziare le voci critiche.Non è un manuale di diritto, né offre facili scorciatoie o soluzioni che possano sostituire il ricorso a uno studio legale. Con uno stile sferzante e spesso ironico, smaschera la retorica solenne legata all'idea dei giornalisti come "cani da guardia della democrazia". Li riporta alla realtà quotidiana, segnata da resistenze e prepotenze che accompagnano l'esercizio della professione nel nostro Paese.Racconta anche di giornalisti che talvolta si nascondono dietro questo principio per condurre operazioni ben lontane dal vero diritto di cronaca. Di avvocati che diventano il "braccio armato" delle querele temerarie intentate dai clienti contro la libertà di informare e il diritto dei cittadini a essere informati. Di alcuni giudici pronti a difendere certe libertà solo finché non sfiorano le ombre del potere giudiziario. E infine di potenti, o presunti tali, che non tollerano la stampa libera.

