Il tuo browser non supporta JavaScript!

Montante, ascesa e caduta così nacque il laboratorio dell’antimafia distorta

Recensione di: Il Padrino dell'Antimafia
11.04.2019
Sono pronto a parlarvi di Caltanissetta, la mia città. Perché Caltanissetta? Perché proprio questa ex piccola grande capitale siciliana che negli ultimi decenni ha perso la sua centralità politica pur essendo esattamente al centro geografico dell’isola? Perché Caltanissetta e non Enna oppure Siracusa o Agrigento?

Per leggere l'articolo completo scarica l'allegato.

Il Padrino dell'Antimafia

una cronaca italiana sul potere infetto

di Attilio Bolzoni

editore: Zolfo Editore

pagine: 312

Un siciliano che è “nel cuore” di un boss di Cosa Nostra diventa misteriosamente il faro dell’Antimafia italiana. Il delitto perfetto.Con la complicità di ministri dell’Interno e alti magistrati, di spie e generali, Calogero Antonio Montante in arte Antonello è il personaggio che più di ogni altro segna l’oscura stagione delle “mafie incensurate” che dettano legge dopo le stragi del 1992. Simbolo della legalità per Confindustria e a capo di una centrale clandestina di spionaggio, fra affari e patti indicibili la sua storia fa scorgere un pezzo d’Italia con il sangue marcio. Chi è davvero Montante? Solo il prestanome di un sistema imprenditoriale criminale? Il pezzo “difettoso” di una perfetta macchina di potere? È pupo o puparo? Ma c’è un intrigo nell’intrigo: le telefonate del Presidente. Qualcuno sospetta che nelle mani di Montante siano finite le registrazioni delle conversazioni fra l’ex Capo dello Stato Napolitano e l’ex ministro Mancino, quei quattro colloqui agli atti del processo di Palermo sulla trattativa Stato-mafia che la Corte Costituzionale aveva ordinato di distruggere.   da REPUBBLICA.IT
18,00

Inserisci un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con un asterisco*

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice attivare il servizio.