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La mafia non esiste. L'Antimafia è Montante.

Rassegna stampa
15.03.2019
L’ex presidente di Sicindustria era diventato il paladino della lotta a Cosa Nostra.
Poi si è rivelato un amico dei clan. Possibile? In un libro tutti i come e i perché. 

Ad Attilio Bolzoni, inviato di Repubblica e cronista di lungo corso del giornalismo italiano sulla mafia, si debbono alcune immagini fulminanti particolarmente riuscite. Per esempio: «Il cratere di Capaci è troppo grande per qualsiasi aula giudiziaria», a significare che nessun processo penale riuscirà mai a prosciugare definitivamente misteri e implicazioni della strage del 1992 in cui cadde, con Francesca Morvillo e gli agenti Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, il giudice Falcone. Ma dopo le stragi di quell’anno, che segnarono una svolta nella coscienza civile del Paese e una reazione da parte dello Stato, cosa mai è accaduto nel pianeta di Cosa Nostra e dintorni? Per anni è rimasto un enigma. Gli esperti giravano a vuoto, formulando mille ipotesi. Oggi dice Bolzoni: «È accaduto che un uomo, sin da piccolo rampollo di  un capomafia, che a sua volta era il consigliori del numero due di Cosa Nostra, è diventato il faro dell’Antimafia nazionale»....

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