“Gli spaesati” terroni di Enzo D’Antona emigrano dalla Sicilia in cerca di riscatto
Non sei un emigrante se il tuo viaggio, da Sud a Nord, dura meno di 24 ore.
Una parola qualifica questo emigrante: “terrone” il cui corrispettivo “polentone” attribuita di rimando alla gente settentrionale non riesce a rendere pan per focaccia la stessa carica di disprezzo. Dipende dal fatto che questi viaggi della speranza sul Treno del Sole che nulla ha di solare, raccontati da Enzo D’Antona, già direttore del Piccolo, ne “Gli spaesati. Cronache del nord terrone” sono impregnati dell’odore di smarrimento di chi parte con il portafoglio vuoto e il timore di non farcela. D’Antona tralascia le filippiche sulla devastazione economica, sociale e culturale che ha depauperato il Sud e abbraccia la cronaca umana. In questo suo scritto spumeggiante d’ironia, parte romanzo e parte saggio antropologico, ricostruisce uno spaccato d’Italia attraverso i destini di un esemplare pugno di amici.
Scarica l'allegato per leggere l'articolo di Cristina Bongiorno per Il Piccolo
Una parola qualifica questo emigrante: “terrone” il cui corrispettivo “polentone” attribuita di rimando alla gente settentrionale non riesce a rendere pan per focaccia la stessa carica di disprezzo. Dipende dal fatto che questi viaggi della speranza sul Treno del Sole che nulla ha di solare, raccontati da Enzo D’Antona, già direttore del Piccolo, ne “Gli spaesati. Cronache del nord terrone” sono impregnati dell’odore di smarrimento di chi parte con il portafoglio vuoto e il timore di non farcela. D’Antona tralascia le filippiche sulla devastazione economica, sociale e culturale che ha depauperato il Sud e abbraccia la cronaca umana. In questo suo scritto spumeggiante d’ironia, parte romanzo e parte saggio antropologico, ricostruisce uno spaccato d’Italia attraverso i destini di un esemplare pugno di amici.
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