Gli “Spaesati” e la conquista disperata del Nord terrone
Ecco un libro che, per forza, per ironia amara, richiama il Luciano Bianciardi di La vita agra, ma pure, per la viva partecipazione umana, l’Elio Vittorini di Le donne di Messina . Questo libro vibrante del 2020, di concreti furori, nostalgia e disincanto, è Gli spaesati. Cronache del nord terrone (Zolfo Editore). È l’opera prima di Enzo D’Antona, siciliano di Riesi, dalla limpida carriera giornalistica. Non è “un romanzo e neppure un saggio di antropologia”, ma, spiega l’autore, “ho voluto raccontare a modo mio attraverso la memoria... lo spopolamento e in qualche caso la desertificazione di una parte di Sicilia ormai irrimediabilmente condannata al sottosviluppo e all’abba ndono”. Qui vengono narrate le storie vere di alcuni ragazzi cresciuti nello stesso paese dell’entroterra nisseno, che partono per il Nord per cercare lavoro. Giovani quasi tutti diplomati e laureati, tra il 1969 e i primi anni 90, emigrati a Milano, Torino e Genova, come fecero i loro genitori o zii contadini e operai all ’epoca dei treni del sole.
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