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Migranti, i diritti umani in Italia non sono una "pacchia"

Dove

via Santa Croce 19 Milano

Quando

giovedì 20 febbraio 2020
dalle 19.00 alle 21.00
IN ITALIA MOLTE SONO LE PACCHIE, E NESSUNA HA PER PROTAGONISTI I MIGRANTI
Aveva 29 anni, si chiamava Soumaila Sacko e veniva dal Mali; aveva un regolare permesso di soggiorno e faceva il bracciante. E' stato ucciso in Italia con una fucilata mentre raccoglieva delle lamiere abbandonate per costruire una baracca. Nelle stesse ore, a 800 km più a Nord, il neo-ministro dell'Interno Matteo Salvini in un comizio scandiva il suo slogan contro gli immigrati: "La pacchia è finita".

Bianca Stancanelli, giornalista e scrittrice, ha ricostruito questa storia nel suo libro-reportage "La pacchia", che verrà presentato per la prima volta a Milano giovedì 20 febbraio a Casa Emergency (via Santa Croce, 19) a partire dalle ore 19.00.

Insieme all'Autrice saranno presenti: il parlamentare europeo del Pd ed ex assessore alle Politiche sociali di Milano Pierfrancesco Majorino, il giornalista e scrittore Antonio Calabrò, Daniela Pistillo del Comitato "Insieme senza Muri" e Jacopo Tondelli, giornalista e direttore de Gli Stati Generali.

Il dibattito sarà l'occasione per parlare della cancellazione dei "decreti Salvini" in tema di migranti e sicurezza, del processo sul "caso Gregoretti", di cittadinanza e accoglienza.

L'iniziativa è a ingresso libero ed è organizzata da Zolfo Editore e dal Comitato Insieme senza Muri. Un ringraziamento a Casa Emergency per l'ospitalità.
La pacchia
vita di Soumaila Sacko, nato in Mali, ucciso in Italia
Bianca Stancanelli
Il 2 giugno 2018, festa della Repubblica, in una fornace abbandonata nelle campagne calabresi, un giovane africano viene ucciso con una fucilata alla testa. Si chiamava Soumaila Sacko, aveva 29 anni, veniva dal Mali. Con due amici stava raccogliendo lamiere per tirar su una baracca nel ghetto dei braccianti neri della piana di Gioia Tauro.Proprio quel giorno, mentre il giovane viene colpito a morte, Matteo Salvini, appena nominato ministro dell’Interno, scandisce in un comizio a Vicenza il suo slogan contro gli immigrati: «La pacchia è finita».Rimbalzando nell’estremo Sud, quella frase diventa il sigillo tragico e beffardo sulla morte di un uomo che, come migliaia di altri africani, lavorava per una paga da fame in un’Italia dove molte sono le pacchie, e nessuna ha per protagonisti i migranti.


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